Giro d’Italia 2026, Jasper Stuyven critica la gestione dopo la maxi caduta: “Volevamo neutralizzare i tempi per la classifica generale. Il direttore di corsa si è sporto dall’auto come un cane spaventato”

Prime polemiche per le scelte della giuria in seguito alla maxi caduta che ha caratterizzato la seconda tappa del Giro d’Italia 2026. A circa 20 chilometri dal traguardo sono finiti a terra molti corridori, per una scivolata sull’asfalto umido in testa al gruppo, innescata dai corridori della UAE Team Emirates-XRG. La giuria ha scelto di neutralizzare temporaneamente la corsa, per permettere il soccorso completo dei corridori e il passaggio della ambulanze. Il ritorno alla competizione è stato dato dopo circa 5 chilometri, nonostante diversi corridori avessero chiesto ai commissari la possibilità di neutralizzare i tempi per la classifica generale.

A spiegare quanto avvenuto in cui momenti concitati è stato Jasper Stuyven a Het Laatste Nieuws: “Non c’erano più ambulanze. Ma c’era ancora una discesa da affrontare che poteva essere pericolosa. Dopo la caduta, volevamo neutralizzare i tempi per la classifica generale, in modo che i più temerari potessero ancora lottare per la vittoria di tappa, ma senza correre rischi inutili nella successiva discesa. Il direttore di corsa ha detto che stavano valutando la situazione”.

Una richiesta che sarebbe arrivata da diversi veterani del gruppo, ma la risposta finale è stata però negativa. La rapidità con cui è stata presa la decisione di far ripartire la corsa ha fatto evidentemente arrabbiare il belga della Soudal Quick-Step che ha infatti pronunciato parole molto forti sul direttore di corsa: “Dopodiché ha sporto la testa fuori dall’auto come un cane spaventato, ha iniziato a sventolare la bandiera e ha gridato ‘corsa’. Poi ha subito ritirato la testa dentro l’auto”.

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